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Macerie prime. Sei mesi dopo (Macerie prime #2)

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Nasce il figlio di Cinghiale. Gli amici si riavvicinano. Niente è più come prima. Sei mesi dopo l'uscita di «Macerie prime», Zerocalcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea. Il senso di precarietà sociale del suo cast sembra assoluto, i rapporti amicali si lacerano, le tenebre avanzano. Piccoli pezzi di ciascuno vengono perduti Nasce il figlio di Cinghiale. Gli amici si riavvicinano. Niente è più come prima. Sei mesi dopo l'uscita di «Macerie prime», Zerocalcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea. Il senso di precarietà sociale del suo cast sembra assoluto, i rapporti amicali si lacerano, le tenebre avanzano. Piccoli pezzi di ciascuno vengono perduti, rubati, cambiano gli equilibri. E l'armadillo è sempre latitante. Se una soluzione esiste, in cosa consisterà?


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Nasce il figlio di Cinghiale. Gli amici si riavvicinano. Niente è più come prima. Sei mesi dopo l'uscita di «Macerie prime», Zerocalcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea. Il senso di precarietà sociale del suo cast sembra assoluto, i rapporti amicali si lacerano, le tenebre avanzano. Piccoli pezzi di ciascuno vengono perduti Nasce il figlio di Cinghiale. Gli amici si riavvicinano. Niente è più come prima. Sei mesi dopo l'uscita di «Macerie prime», Zerocalcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea. Il senso di precarietà sociale del suo cast sembra assoluto, i rapporti amicali si lacerano, le tenebre avanzano. Piccoli pezzi di ciascuno vengono perduti, rubati, cambiano gli equilibri. E l'armadillo è sempre latitante. Se una soluzione esiste, in cosa consisterà?

30 review for Macerie prime. Sei mesi dopo (Macerie prime #2)

  1. 4 out of 5

    Roberto

    Nel tempo di mezzo Tempo di bilanci, quello del mezzo del cammin di nostra vita. Zerocalcare non si limita al suo, ma inserisce nella storia anche quello di tutti i suoi amici, ognuno dei quali è alle prese con le proprie difficoltà tipiche dell'età di transizione. L'età che avanza, il lavoro incerto, i desideri della gioventù di avere una vita diversa che si scontrano con la ingrata realtà, il desiderio di avere figli ostacolato dalla paura di crescere costituiscono le macerie di una vita. Per p Nel tempo di mezzo Tempo di bilanci, quello del mezzo del cammin di nostra vita. Zerocalcare non si limita al suo, ma inserisce nella storia anche quello di tutti i suoi amici, ognuno dei quali è alle prese con le proprie difficoltà tipiche dell'età di transizione. L'età che avanza, il lavoro incerto, i desideri della gioventù di avere una vita diversa che si scontrano con la ingrata realtà, il desiderio di avere figli ostacolato dalla paura di crescere costituiscono le macerie di una vita. Per procedere, per crescere, bisogna prendere atto di queste macerie e passarci oltre. Il discorso, iniziato con Macerie prime, si chiude qui in modo molto più compiuto. Divertente, ironico, dissacrante, ma anche amaro e malinconico. I bilanci, di qualunque tipo siano, lasciano sempre un po’ l'amaro in bocca. Bello, leggere Zerocalcare è sempre un piacere.

  2. 4 out of 5

    Eleonora

    Avrei bisogno ogni settimana di un libro così. Dire bello sarebbe riduttivo.

  3. 5 out of 5

    Tanabrus

    La conclusione della storia iniziata nel 2017: dopo sei mesi si scopre l'esito del bando e l'evoluzione che hanno avuto le vite dei ragazzi, ma anche come sia diventato Calcare sotto la guida del Panda invece che dell'Armadillo. Scopriamo cosa sono le Macerie e chi è il vecchio che ce la mostrate nel primo volume. Ma soprattutto, come sempre, vediamo il mondo in cui viviamo. Un mondo che un tempo era pieno di promesse e che poi mostra un volto beffardo mentre schiaccia i sogni che ti ha portato a c La conclusione della storia iniziata nel 2017: dopo sei mesi si scopre l'esito del bando e l'evoluzione che hanno avuto le vite dei ragazzi, ma anche come sia diventato Calcare sotto la guida del Panda invece che dell'Armadillo. Scopriamo cosa sono le Macerie e chi è il vecchio che ce la mostrate nel primo volume. Ma soprattutto, come sempre, vediamo il mondo in cui viviamo. Un mondo che un tempo era pieno di promesse e che poi mostra un volto beffardo mentre schiaccia i sogni che ti ha portato a coltivare per anni. Un mondo che finisce con l'abbruttirti, che fa del suo peggio per renderti come lui. E in un mondo del genere, in un contesto del genere, in mezzo alle macerie delle nostre vite, devi avere la forza di tirare avanti. E amici intorno che ti aiutino a farlo. Calcare ha davvero il dono di sbatterti in faccia la tua stessa realtà, in maniera concisa ed efficace. In poche vignette centra i temi meglio di come si potrebbe fare con interi capitoli di libri.

  4. 5 out of 5

    Gabry

    Amato.

  5. 5 out of 5

    Antonio Lombardi

    https://www.instagram.com/p/BihEMRPD6...

  6. 5 out of 5

    Alfonso D'agostino

    Credo di non aver mai seriamente recensito un libro di Zerocalcare. Ogni volta, dopo averne terminato la lettura, resto lì con un fumetto che dice "Cinque stelline. E voglio un armadillo". E stop.

  7. 5 out of 5

    Fran

    This review has been hidden because it contains spoilers. To view it, click here. Armadillo forever. Con quei colori era chiaro che il panda fosse una fregatura.

  8. 5 out of 5

    Carmine

    Resistenza interiore (e nulla mai più entrerà) La colpa non è mai unidirezionale. E sicuramente non aiuta il contesto, un vuoto siderale ove strappare un altro giorno sembra essere l'unica vittoria tanto agognata; non aiutano le aspettative dei lontani fasti, ora tramutatasi in disillusioni che rendono il giudizio di se stessi lapidario e definitivo; e non viene in soccorso nemmeno la propria persona, la prima a cambiare nelle difficoltà e sempre l'ultima ad approdare alla consapevolezza. Abbracc Resistenza interiore (e nulla mai più entrerà) La colpa non è mai unidirezionale. E sicuramente non aiuta il contesto, un vuoto siderale ove strappare un altro giorno sembra essere l'unica vittoria tanto agognata; non aiutano le aspettative dei lontani fasti, ora tramutatasi in disillusioni che rendono il giudizio di se stessi lapidario e definitivo; e non viene in soccorso nemmeno la propria persona, la prima a cambiare nelle difficoltà e sempre l'ultima ad approdare alla consapevolezza. Abbracciare la filosofia del panda - sfanculare tutto e pensare al proprio orticello - è una tattica salvifica sul breve pezzo e distruttiva alla distanza: il dono più grande che si possa fare a sé e gli altri è l'esercizio dell'interesse. Difficile rendere a parole un concetto che nel fumetto emerge con una chiarezza quasi scolastica. Non è solo interesse dei drammi privati o la semplice presenza per sostenere un amico; trattasi, forse, dell'interesse verso i cambiamenti che il tempo impone a tutti. Dell'interesse a sforzarsi di cogliere le nuove esigenze, le maturazioni individuali - la tavola riguardante Secco è straordinaria - o l'accettazione di un fallimento. Le macerie vengono superate nel momento in cui si combattono battaglie che non sono le proprie.

  9. 5 out of 5

    MonicaEmme

    This review has been hidden because it contains spoilers. To view it, click here. Io ho un legame ancora molto vivo con i miei compagni di classe delle elementari: abbiamo il gruppo whatsapp, auguroni ai compleanni, cene almeno una volta all’ anno e quando ci ritroviamo è come se gli anni non fossero mai passati. Zerocalcare finisce di presentarci i suoi amici e mette insieme tutti i pezzi svelando i loro punti deboli. Ce li descrive, appunto, con gli occhi di quando era bambino cioè ironizzando sui difetti come solo i veri amici sanno fare! Finalmente scopriamo pure chi è il Io ho un legame ancora molto vivo con i miei compagni di classe delle elementari: abbiamo il gruppo whatsapp, auguroni ai compleanni, cene almeno una volta all’ anno e quando ci ritroviamo è come se gli anni non fossero mai passati. Zerocalcare finisce di presentarci i suoi amici e mette insieme tutti i pezzi svelando i loro punti deboli. Ce li descrive, appunto, con gli occhi di quando era bambino cioè ironizzando sui difetti come solo i veri amici sanno fare! Finalmente scopriamo pure chi è il tizio con gli occhiali che insegna al piccolo a stare al mondo e, giuro, non l’avrei mai detto! 😂 Confermo la mia stima per questo fumettista e proverò a leggere pure qualcosa di Alberto Madrigal, visto che è stato citato positivamente!

  10. 5 out of 5

    Hal Incandenza

    In realtà il voto complessivo di entrambi i libri è 4.5/5 (ma giusto perché 5 non si dovrebbero dare mai). Comunque sia, Zerocalcare cresce in continuazione, di volume in volume, e il suo migliore pregio -che in MP è più evidente che mai- è di raccontarsi con uno stile che permette a chi legge di prendere pezzi delle sue storie e dei suoi personaggi e di potersi identificare con essi per farli propri. I suoi libri e le sue storie mi fanno sentire meno solo e più in equilibrio. E questa roba qui In realtà il voto complessivo di entrambi i libri è 4.5/5 (ma giusto perché 5 non si dovrebbero dare mai). Comunque sia, Zerocalcare cresce in continuazione, di volume in volume, e il suo migliore pregio -che in MP è più evidente che mai- è di raccontarsi con uno stile che permette a chi legge di prendere pezzi delle sue storie e dei suoi personaggi e di potersi identificare con essi per farli propri. I suoi libri e le sue storie mi fanno sentire meno solo e più in equilibrio. E questa roba qui per me vale oro. Grazie, zero.

  11. 4 out of 5

    GONZA

    Come panorama generazionale questo secondo volume é decisamente meglio del primo, meno pesante e piú "zerocalcare" del precedente, che tracimava in una pesantezza assoluta di tanto in tanto. Non che questo non fornisca sufficienti spunti di riflessione, ma lo fa in modo piú collegabile allo stile dell'autore che conosco, mentre nel precedente sembrava di avere a che fare con suo fratello gemello diverso.

  12. 4 out of 5

    Annalisa

    Per il momento Macerie Prime (prima e seconda parte) è il romanzo più bello di Zerocalcare, il più ricco di spunti, dove c’è un’analisi in cui tutti quelli della nostra generazione possono rispecchiarsi. È stato un po’ come leggersi dentro, ma con quella punta di ironia che ti salva dalla disperazione. Veramente stupendo <3

  13. 4 out of 5

    Illy

    L’ho aspettato più di quanto aspettassi Babbo Natale da bambina, nonostante il primo volume non mi avesse appagata appieno. A questo giro sono stata ampiamente ricompensata! Ritrovo sempre qualcosa di me, dei miei amici, dei miei dubbi esistenziali nei suoi racconti di quotidiano, ed è una certezza che mi conforta. Non trovo molti altri autori (nessuno, a dire il vero) che, attualmente, siano in grado di raccontare quest’età nel tempo presente senza risultare scontati. Grazie, Calca’!

  14. 5 out of 5

    Mgcgio

    This review has been hidden because it contains spoilers. To view it, click here. Non una brutta lettura, ma sinceramente non posso dire che mi sia piaciuto. La parte finale l'ho trovata esageratamente melensa. A me va benissimo un "lieto fine", ma qui siamo a livelli di quelle fiction da tv generalista che guardava mia madre. E' troppo esagerato, al punto da essere, per me, ridicolo ed insopportabile. Inoltre, ho trovato davvero fatica a sentirmi coinvolto dai personaggi. A parte la tizia che fa il lavoro di merda, per la quale ho effettivamente provato empatia, e per la quale Non una brutta lettura, ma sinceramente non posso dire che mi sia piaciuto. La parte finale l'ho trovata esageratamente melensa. A me va benissimo un "lieto fine", ma qui siamo a livelli di quelle fiction da tv generalista che guardava mia madre. E' troppo esagerato, al punto da essere, per me, ridicolo ed insopportabile. Inoltre, ho trovato davvero fatica a sentirmi coinvolto dai personaggi. A parte la tizia che fa il lavoro di merda, per la quale ho effettivamente provato empatia, e per la quale viene mostrato il passaggio che porta al "volemose bene" finale, gli altri sono raccontati secondo me in maniera non ottimale. Forse era meglio qualche personaggio in meno? Lo stesso Zerocalcare, come personaggio, l'ho trovato poco riuscito. Ero molto curioso di come l'armadillo avrebbe riconquistato il suo ruolo. E sono rimasto deluso: arriva, e prende a pugni il panda. Ma non c'è una riflessione dietro. Mentre il passaggio da armadillo a panda, nel primo volume, veniva mostrato e motivato (più o meno), qui è troppo frettoloso e senza una vera costruzione emotiva. In realtà, il superamento della "crisi" (?) è simboleggiato dalla parte narrativa metaforica, che ho trovato però noiosissima. Avrei preferito che venisse eliminata e che ci si fosse concentrati di più sui personaggi della narrazione realistica.

  15. 4 out of 5

    Dania Zaccaro

    Come al solito Zerocalcare non delude. Questo secondo racconto è forse ancora più bello del primo.

  16. 5 out of 5

    Jaroslav Zanon (Adrenalibri)

    Ho ritrovato la potenza e lo strazio de “La profezia dell’armadillo”. Fatevi del bene, leggetelo!

  17. 5 out of 5

    Rachele

    Queste nuove opere di Zero mi mettono sempre di più un po' di tristezza dentro

  18. 5 out of 5

    Saretta

    4,5/5

  19. 5 out of 5

    Federica

    Nonostante i libri di Zerocalcare siano dei racconti intimi, mezzo autobiografici, fatti di film mentali, angosce, ansie e compagnia poco bella, non posso davvero dire “ti leggo da anni, ormai te conosco!”. No. Però è vera un’altra cosa, ed è quella per cui lo apprezzo così tanto come autore, sia quando fa le strisce divertenti che quando scende più nel profondo: io mi ci rivedo sempre nelle sue storie (e penso succeda a molti). Non conosco di più lui, ma leggendolo capisco di più me, e questo n Nonostante i libri di Zerocalcare siano dei racconti intimi, mezzo autobiografici, fatti di film mentali, angosce, ansie e compagnia poco bella, non posso davvero dire “ti leggo da anni, ormai te conosco!”. No. Però è vera un’altra cosa, ed è quella per cui lo apprezzo così tanto come autore, sia quando fa le strisce divertenti che quando scende più nel profondo: io mi ci rivedo sempre nelle sue storie (e penso succeda a molti). Non conosco di più lui, ma leggendolo capisco di più me, e questo non è mai stato così vero come in “Macerie Prime”. Quella di Calcare e la sua squadra non è la mia storia, ma tutti noi abbiamo conosciuto quei demoni, tutti noi abbiamo sbagliato, e sappiamo che potremmo continuare a farlo. “Macerie Prime” smuove qualcosa, fa riflettere, e... fa un po’ piagne’. È il più bel libro di Zerocalcare, e vorrei farlo leggere ad alcune persone che, come me, magari lo sanno, ma non si rendono conto bene di aver perso un pezzo. E comunque non esistono manuali d’istruzione per la vita, ma questo si avvicina. P.S.: ovviamente quando parlo di “Macerie Prime” intendo entrambi i libri, non riesco a considerarli separatamente.

  20. 4 out of 5

    Chiara

    "Lezione numero uno: non si scappa dalle cose feroci. Lezione numero due: le cose feroci si possono colpire." In questo libro Zerocalcare racconta la storia dei suoi amici che abbiamo imparato ad amare nel corso delle sue opere, ma soprattutto nella prima parte di "Macerie prime". Questo è il seguito della loro storia, che è anche la nostra storia, della nostra generazione. Una generazione di falliti emotivi, falliti professionali, falliti esistenziali. Perennemente in crisi. Perennemente schiacci "Lezione numero uno: non si scappa dalle cose feroci. Lezione numero due: le cose feroci si possono colpire." In questo libro Zerocalcare racconta la storia dei suoi amici che abbiamo imparato ad amare nel corso delle sue opere, ma soprattutto nella prima parte di "Macerie prime". Questo è il seguito della loro storia, che è anche la nostra storia, della nostra generazione. Una generazione di falliti emotivi, falliti professionali, falliti esistenziali. Perennemente in crisi. Perennemente schiacciati dal peso di una clessidra, attaccata alla nostra schiena, la cui sabbia continua a scorrere inesorabile mentre cerchiamo una strada, un appiglio. Zerocalcare non ci spiega come uscire da questa impasse, né ci dà una pacca sulla spalla rassicurandoci che prima o poi le cose andranno meglio. Nessuno può farlo. Ci ricorda però che forse non siamo poi così soli a combattere contro i lupi feroci. "...fino all'ultimo granello."

  21. 5 out of 5

    beesp

    This review has been hidden because it contains spoilers. To view it, click here. Ho aspettato così tanto per leggere questo secondo volume, che appena l’ho stretto tra le mani, ho subito cominciato a leggerlo. Sin dal primo momento “Macerie prime” mi ha toccato nel profondo, più di quanto abbiano fatto altri lavori di Zerocalcare. Leggere il degno seguito è stato molto importante per me, soprattutto perché, se è possibile, la storia mi è diventata ancora più cara. Perché “Macerie prime” non è la storia del disagio il cui protagonista ed “eroe” è Zerocalcare stesso. Qui, un po Ho aspettato così tanto per leggere questo secondo volume, che appena l’ho stretto tra le mani, ho subito cominciato a leggerlo. Sin dal primo momento “Macerie prime” mi ha toccato nel profondo, più di quanto abbiano fatto altri lavori di Zerocalcare. Leggere il degno seguito è stato molto importante per me, soprattutto perché, se è possibile, la storia mi è diventata ancora più cara. Perché “Macerie prime” non è la storia del disagio il cui protagonista ed “eroe” è Zerocalcare stesso. Qui, un po’ come nella vita vera, gli eroi sono tanti, perché da soli non si va da nessuna parte. È una manutenzione di una comunità collaudata, qualcosa che a noi sembra nuovo, ma che in realtà esiste pure già da “La profezia dell’armadillo”. Senza la tribù (proprio il termine che Zerocalcare usa spesso), non si può fare niente. Al che io rispondo con il vecchissimo e trito e ritrito “l’uomo è un animale sociale”. Non siamo fatti per vivere soli, non siamo fatti per mettere i nostri bisogni egoistici sopra ogni cosa, questa è la realtà. Forse mi direte: non c’era bisogno di Zerocalcare per arrivarci. Forse no, ma è bello che in tempi come questi - quando l’animo si indurisce e ci si fa tutti più egoisti - ci sia qualcuno che ce lo ricordi. Questa storia parla di tanto altro, anche di qualcosa - un demone che nella mia vita è molto ben nascosto - che non mi aspettavo di trovare, che mi ha lasciata un po’ spiazzata perché non ero del tutto pronta a leggere la cosa. Credo che avrò bisogno di rileggere quel pezzo lì, ma diciamo che io trovo che sebbene Zerocalcare sia molto modesto e senta la necessità di ricordarci sempre che è esagerato parlare di voce generazionale e bla bla, dobbiamo ammettere una volta e per tutte che per scrivere certe storie con tanta onestà, senza perdere in lucidità e riflessione, senza perdere neanche in sensibilità, ci vuole qualche dote particolare di narratore. Che Zerocalcare ha. Perché se non si sa come all’improvviso i suoi fumetti sono diventati un linguaggio abbastanza comunitario di varie generazioni che magari leggevano poco e niente oppure leggevano ma non fumetti, ci deve essere qualcosa. Ci deve essere qualcosa oltre l’ansia e i plumcake, ci deve essere un po’ anche il grido di una generazione a cui hanno tolto parecchio, un mondo e una cultura impoveriti, siamo “i nativi delle macerie” (io per età mi trovo pure; non ho fatto a tempo a pensare a cosa volevo fare da grande, che uscì fuori che c’era la crisi). Tutto questo non lo sanno raccontare tutti, perché non tutti hanno la lungimiranza di vederlo, figuriamoci parlarne e farlo senza annoiare, senza moralizzare troppo, con la capacità di analizzare situazioni e personaggi che sì, okay, richiede anche il passare a domandare a chi vive certe situazioni precisamente come parlare di certe cose, ma uno scrittore fa anche questo. Anzi, forse questa è una versione molto più approfondita del prendere appunti e osservare. Io quell’ansia strisciante di costruirsi un futuro perché altrimenti sei un fallito la vivo tutti i giorni, e così pure i miei coetanei. Questa graphic novel parla anche di quello, come causa di una crisi d’identità e dell’identità di una comunità, che poi se ci pensate è un po’ tutto quello che sta succedendo dappertutto, perché il discorso è che stiamo perdendo i valori comunitari, perché quando rischi la vita con la fame e la disoccupazione, pensi di doverti fare panda e di pensare solo al tuo. Io non lo so se Zerocalcare volesse dire esattamente questo; ma io credo che combattere l’egoismo esacerbato dovrebbe essere un imperativo di tutti, a prescindere. Perché poi dopo cosa rimane di umano altrimenti? Non credevo che avrei scritto così tanto in questa recensione. Ma tant’è. Bravo, Calcare. E grazie.

  22. 5 out of 5

    Talia

    Meravigliosa la seconda parte di Macerie Prime: già la prima mi era piaciuta tanto, ma questa mi ha proprio "toccato" dentro. Zerocalcare riesce con una grande lucidità sferzata di ironia a rappresentare i pensieri e i sentimenti di una generazione. Io non so come faccia ma con poche parole riesce a colpirti là dove ti fa più male, ti "costringe" a ripensare ad episodi della tua vita e a chiederti "Sto davvero andando dove volevo o la vita mi ha fatto deviare?" E' un romanzo dolce-amaro, che ci me Meravigliosa la seconda parte di Macerie Prime: già la prima mi era piaciuta tanto, ma questa mi ha proprio "toccato" dentro. Zerocalcare riesce con una grande lucidità sferzata di ironia a rappresentare i pensieri e i sentimenti di una generazione. Io non so come faccia ma con poche parole riesce a colpirti là dove ti fa più male, ti "costringe" a ripensare ad episodi della tua vita e a chiederti "Sto davvero andando dove volevo o la vita mi ha fatto deviare?" E' un romanzo dolce-amaro, che ci mette di fronte a difficoltà e sconfitte dei suoi protagonisti, personaggi che stanno crescendo (la "maturazione" di Secco è una delle cose più belle del libro) e che a volte si sentono in equilibrio precario, in balia degli eventi e "soffocati" dalle macerie della vita ma che, fortunatamente, hanno delle risorse su cui possono sempre contare. La vita a volte ti scava dentro e si prende dei pezzetti di te, ti lascia un pò "rotto" ma c'è sempre la possibilità di "rimettersi insieme", anche se magari in modo imperfetto...l'importante è avere qualcuno vicino che ti sussurra "Ehi, sono qui". P.S. Armadillo, mi sei mancato!!!

  23. 5 out of 5

    Valsh

    «Alla fine noi siamo sta roba qua. Sopravvissuti, imperfetti, pieni di cicatrici che ci siamo fatti tra di noi. Se ci guardi da vicino, ti accorgi che, non si sa come, restiamo attaccati. Siamo tenuti insieme con lo sputo. E' così quando attraversi la vita. Ti urti. E non puoi più tornare com'eri prima. L'importante è che capisci quali sono i pezzi più importanti, quelli di cui non puoi fare a meno, che ti fanno essere quello che sei... e te li tieni stretti...» Zerocalcare è riuscito nuovamente «Alla fine noi siamo sta roba qua. Sopravvissuti, imperfetti, pieni di cicatrici che ci siamo fatti tra di noi. Se ci guardi da vicino, ti accorgi che, non si sa come, restiamo attaccati. Siamo tenuti insieme con lo sputo. E' così quando attraversi la vita. Ti urti. E non puoi più tornare com'eri prima. L'importante è che capisci quali sono i pezzi più importanti, quelli di cui non puoi fare a meno, che ti fanno essere quello che sei... e te li tieni stretti...» Zerocalcare è riuscito nuovamente a creare un'opera che ti entra dentro e ti fa riflettere sulla vita, le amicizie, le difficoltà di tutti i giorni. Lo fa, al solito, con la leggerezza che lo contraddistingue, con battute che smorzano questioni spesso delicate, lasciandoti qua e là l'ombra di un sorriso sulle labbra. Come la prima parte, Macerie prime. Sei mesi dopo, è un lavoro che deve essere letto!

  24. 5 out of 5

    Giorgia

    La degna conclusione della prima parte, un pugno nello stomaco che ti scaraventa dritto nella realtà con tutta una serie di parentesi comiche che alleggeriscono la tensione palpabile all'interno del volume.

  25. 4 out of 5

    Chiara

    Ma che ve lo dico a fare? Se non leggete Zerocalcare siete pazzi.

  26. 4 out of 5

    Marco Croella

    Che bello.

  27. 5 out of 5

    Martina Mezzadri

    Macerie prime è il quinto romanzo grafico che leggo di questo autore e tutte le volte Zerocalcare riesce a colpirmi. Macerie prime è una storia che racconta i nostri tempi incerti, tempi in cui sembra impossibile raggiungere desideri e ambizioni. Sono passati sei mesi dalla conclusione del primo volume e i personaggi che conosciamo da anni sono sempre più distanti l'uno dall'altro, impegni e responsabilità li hanno resi indifferenti alle sofferenze degli amici, e quella che era una famiglia si è Macerie prime è il quinto romanzo grafico che leggo di questo autore e tutte le volte Zerocalcare riesce a colpirmi. Macerie prime è una storia che racconta i nostri tempi incerti, tempi in cui sembra impossibile raggiungere desideri e ambizioni. Sono passati sei mesi dalla conclusione del primo volume e i personaggi che conosciamo da anni sono sempre più distanti l'uno dall'altro, impegni e responsabilità li hanno resi indifferenti alle sofferenze degli amici, e quella che era una famiglia si è pian piano distrutta. I personaggi devono prendere delle decisioni importanti e difficili, che non solo segneranno ciò che sono e la loro vita, ma anche quella di chi gli sta vicino, il tutto in un contesto sociale e storico dove le opportunità sono poche e le ingiustizie molte, in un periodo che sembra dirci che l'unica cosa importante è pensare a se stessi perché solo così si può raggiungere i propri obbiettivi. Zerocalcare riflette su tutto con il suo classico cinismo, ricco di autoironia e riferimenti alla cultura pop, creando un romanzo dolce amaro, molto malinconico e che non cerca una conclusione facile, ma onesta e sincera, lasciando tuttavia intravedere una possibilità per chi non si è ancora arreso.

  28. 5 out of 5

    Federica Mirabelli

    "Questo libro si legge dopo macerie prime, che è uscito nel novembre del 2017. Se l'hai già letto, non rileggerlo prima di iniziare questo volume: i personaggi della storia si sono persi di vista per sei mesi ed è giusto che anche tu li ritrovi come stanno per ritrovarsi loro." Quando ho letto questo incipit, nel momento esatto in cui stavo pensando di rileggere il primo libro per rinfrescarmi la memoria, ho capito che di nuovo - un'altra voltaaa - ZeroCalcare avesse fatto centro. In queste recensioni "Questo libro si legge dopo macerie prime, che è uscito nel novembre del 2017. Se l'hai già letto, non rileggerlo prima di iniziare questo volume: i personaggi della storia si sono persi di vista per sei mesi ed è giusto che anche tu li ritrovi come stanno per ritrovarsi loro." Quando ho letto questo incipit, nel momento esatto in cui stavo pensando di rileggere il primo libro per rinfrescarmi la memoria, ho capito che di nuovo - un'altra voltaaa - ZeroCalcare avesse fatto centro. In queste recensioni non so mai se recensire l'autore o il libro - gioiello - che ha partorito. Per cui, spenderò un paio di parole su ZeroCalcare, per poi passare al libro. ZeroCalcare è l'artista - perché fumettista ormai è un diminutivo - più rappresentativo della sua (ma pure mia, anche se c'ha un po' d'anni più de me, scusa Zè) generazione. Non è solo perché racconta di cose semplici, come i problemi di amicizie o la solitudine o la crescita, con toni mai semplici e mai scontati. Ma anche per il modo in cui li racconta. Niente nei fumetti di Zero ti fa pensare che sia una persona speciale o diversa. Uno lontano anni luce da quello che succede nella realtà. ZC mi racconta Roma, mi racconta casa e mi racconta pure cosa cavolo sto vivendo nel mio privato, nella vita di tutti i giorni. Mi racconta le mie difficoltà e le mie paure, che sì, lo so che sono un po' di tutti ma nessuno me le aveva mai disegnate e messe a nudo davanti. E lui lo fa. Da casa sua e senza conoscermi. Il libro - scusate la pippa su ZeroCalcare ma amo lui ed i plumcakes quindi era d o v e r o s o -. Dicevo, il libro è un insieme di tasselli che tornano al loro posto. Ero scettica sul primo libro, lo avevo trovato strano, lo avevo trovato MENO degli altri, e leggendo questo è come se ogni tassello fosse tornato al suo posto, e il libro avesse spiegato anche il mio scetticismo riguardo al primo. Riprendiamo i personaggi sei mesi dopo, ed è la nascita del figlio di cinghiale a riunire tutti quanti. Scopriremo come sono andati a finire i vari progetti in ballo e le varie situazioni fra personaggi che avevamo lasciato piuttosto raffreddate. Voglio solo aggiungere che Secco è fantastico, che in ogni libro viene sviluppato un tantino di più e ogni volta lo rende il mio personaggio preferito in assoluto. Secco è in tutto e per tutto l'amico che diamo per scontato non cambierà mai, che sotto sotto viene sempre un po' giudicato un coglione, e invece è molto ma molto di più. Vabbè, annateve a comprà il libro và!

  29. 4 out of 5

    Vda.Claudio

    BELLISSIMO! La migliore graphic novel che abbia letto! Ha la profondità di un libro, la scenicità di un film e la contemporaneità che in molti sembrano aver perduto. Duro, crudo, a tratti spietato ma sempre lucido nel cogliere la tragedia che spesso tocca a un'intera generazione: la nostra.

  30. 4 out of 5

    Lorenza Alessandri

    Ci sono delle pagine che ho pensato talmente tante volte, parola per parola, che è come se mi avesse disegnato cose dentro la mia testa. Che male, un po'.

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